| 12 de Enero de 2012
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La prima lettera di Giovanni Apostolo sembra costruirsi a cerchi concentrici sulle due meravigliose definizioni di Dio come "Amore" e "Luce". Meditando su queste ho iniziato a percepire una verità troppo spesso dimenticata. Il male e il bene non sono sullo stesso piano. Non sono due forze opposte di pari fattura. Bensì la lotta è tra l'infinita ed inesauribile forza del Bene contro la finita spinta del male.
Guardate la luce! Essa risplende e scaccia via le tenebre. La luce e le tenebre nelle nostre ore sono entrambe parte della creazione e sembrerebbero due facce della stessa medaglia. Ma non é così. La luce é consistente perché quando risplende non si può spegnere con nessuna misura di tenebre. Le tenebre invece sono solo assenza di luce.
Una fioca luce riesce a vincere le tenebre più fitte e buie. Tutte le tenebre mai esistite sommate e moltiplicate all'infinito non possono inghiottire una piccola luce.
La fiamma del fuoco si può spegnere con l'acqua. Ma la luce non si può eliminare. Se c'è continua ad esistere. Si può solo ignorare. Si può coprire la vista per non vederla. Si può restare così abbagliati da diventare ciechi. Ma non si può spegnere il brillare del sole o di una stella o della luna.
La luce e le tenebre non sono sullo stesso piano. La luce vince sempre e comunque.
Sì, le tenebre possono accecare gli occhi, come ci dice l'Apostolo Giovanni, ma la Luce si è resa visibile e le tenebre non l'hanno inghiottita e mai potranno farlo.
Signore, rivestici della Tua Luce! Donaci di seguire la Via di Luce da Te tracciata! Donaci di risplendere da ora fino all'eternità come stelle nel firmamento del Cielo perché chiunque guardi a noi possa trovare indicazioni per giungere a Te, Dio di Luce infinita.
Le grandi acque non possono spegnere l'Amore (Ct 8,7).




