La Luce nella Notte del mondo: Giovanni Paolo II, riflesso della Luce di Cristo

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foto_130 aprile 2011: Roma, col passare delle ore, si riempie di migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Le autostrade, le stazioni ferroviarie, gli aeroporti continuano a consegnare uomini e donne di tutte le nazionalità alle strade della Città Eterna. Anche la presenza di Cavalieri della Luce e di Piccoli della Gioia di Nuovi Orizzonti è quella delle grandi occasioni. Ci ritroviamo alla Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, affidataci dalla Diocesi di Roma per allestire una veglia di preghiera notturna. Il Vicariato ha scelto otto chiese sul percorso che va dal Circo Massimo a Piazza San Pietro, affidandole a otto diversi gruppi ecclesiali. L’ultima, prima del Vaticano, è la nostra. Ci guardiamo in faccia, coscienti che non servono parole a commentare l’emozione e la trepidazione che traspare dai nostri occhi: ancora poco e Giovanni Paolo II sarà beato! E noi ci prepariamo a questo grande evento con la preghiera di La Luce nella Notte. Aleggia un’unità formidabile tra di noi: ognuno ha il suo compito nell’allestimento e tutto procede al meglio. Alle 23 iniziamo la recita del Santo Rosario, pregando i Misteri della Luce, quelli voluti e introdotti dal grande Karol. Viene esposta l’Eucaristia. La preghiera inizia; i misteri vengono proclamati nelle varie lingue. Del resto, siamo un’Associazione Privata Internazionale di fedeli ed è ormai ovvio che non ci limitiamo alla lingua italiana! Chi tra noi ha studiato qualche lingua straniera, all’accoglienza alle porte della chiesa inizia a ripassare le lezioni scolastiche: You’re welcome! Bienvenu! Wilkommen! Bienvenido!

Col passare dei minuti la chiesa si riempie sempre più. Arrivano le troupe televisive e i fotografi. I Giullari dell’Amore di Nuovi Orizzonti animano splendidamente la veglia con canti e dolci musiche. Alcuni di noi leggono brani di Giovanni Paolo II. La gente arriva, scrive una preghiera, la porta a Gesù Eucaristia e si ferma in preghiera. A due passi dall’ostensorio illuminato, c’è una piccola tavola dipinta, raffigurante Gesù Misericordioso. San Giovanni dei Fiorentini fu infatti la prima chiesa in cui si introdusse a Roma il culto della Divina Misericordia, il tutto clandestinamente, dato che al tempo era cosa vietata dalle norme ecclesiali.

gente8Papa Benedetto XVI, di lì a poco, durante la Celebrazione Eucaristica avrebbe usato delle parole splendide per descrivere un’atmosfera particolare che anche lui respirò durante i funerali: “Già in quel giorno noi sentivamo aleggiare il profumo della sua santità”. E anche noi, durante la notte di preghiera a San Giovanni dei Fiorentini, ci sentivamo accolti da un’aria particolare. I giornalisti che avevano visitato anche gli altri luoghi di preghiera ci dicevano: “Qui c’è un atmosfera particolare”. Effettivamente, nonostante le occhiaie che aumentavano sotto i nostri occhi, il cuore continuava ad essere pieno di gioia ed entusiasmo: “Tutto posso in Colui che mi dà la forza”. Giungono in un attimo le ore 4.30. La chiesa dev’essere chiusa per essere preparata per le funzioni liturgiche domenicali. Il sacrestano ha il suo bel da fare per svegliare le persone che hanno steso i loro sacchi a pelo sopra il marmo dei pavimenti. Decidiamo alle 5.00 di dirigerci verso Piazza San Pietro, ma è già stracolma di gente e non si riesce nemmeno a raggiungere Via della Conciliazione. Pazienza, ci si accontenterà di un maxischermo. Del resto, la presenza di Giovanni Paolo II noi l’abbiamo già gustata. Come non accorgersi infatti della sua presenza spirituale? Come non immaginarselo, come disse il card. Ratzinger durante i suoi funerali, alla finestra del Cielo mentre sorrideva con lo sguardo acceso di gioia?

Qual era il tratto forse più caratteristico della persona di Karol Wojtyla? Credo certamente la sua vita di preghiera, oserei dire, mistica. Qualche ora prima, l’ex Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, il Dottor Joaquín Navarro-Valls, durante la veglia al Circo Massimo ebbe a dire che "Per un credente, la preghiera spesso è un obbligo. Oppure il risultato di una convinzione fondata. Per lui era una necessità, non poteva vivere senza pregare. Vederlo pregare era vedere una persona che sta conversando con Dio. (...) Nutriva la sua preghiera con i bisogni degli altri. (...) Gli arrivavano migliaia di messaggi da tutto il mondo (...). L'ho visto in ginocchio per ore nella sua cappella con in mano i bigliettini che contenevano la richiesta di preghiere: ne prendeva uno, ne posava un altro (...), tutte le sofferenze umane erano il tema della sua conversazione con Dio. Penso che per se stesso non rimanesse alcuno spazio nella sua preghiera. Penso che lui non avesse delle 'cose sue'”. Il Cardinale Stanislaw Dziwisz, che fu suo segretario, ha proseguito dicendo che “Giovanni Paolo II era un innamorato di Dio. (...) In Dio sapeva immergersi ovunque, in ogni condizione: anche quando studiava o si trovava in mezzo alla gente, lo faceva con la massima naturalezza.” Ancor più mi ha colpito quanto detto da Papa Benedetto qualche ora dopo, consegnando in mondovisione una confidenza preziosa del suo rapporto con Giovanni Paolo II: “L'esempio della sua preghiera mi ha sempre colpito ed edificato: egli si immergeva nell'incontro con Dio, pur in mezzo alle molteplici incombenze del suo ministero. E poi la sua testimonianza nella sofferenza: il Signore lo ha spogliato pian piano di tutto, ma egli è rimasto sempre una 'roccia', come Cristo lo ha voluto. La sua profonda umiltà, radicata nell'intima unione con Cristo, gli ha permesso di continuare a guidare la Chiesa e a dare al mondo un messaggio ancora più eloquente proprio nel tempo in cui le forze fisiche gli venivano meno. Così egli ha realizzato in modo straordinario la vocazione di ogni sacerdote e vescovo: diventare un tutt'uno con quel Gesù, che quotidianamente riceve e offre nell'Eucaristia. Beato te, amato Papa Giovanni Paolo II, perché hai creduto! Continua - ti preghiamo - a sostenere dal Cielo la fede del Popolo di Dio. Tante volte ci hai benedetto da questo medesima Piazza. Santo Padre benedici noi nuovamente da questa finestra. Amen".

Beatificazione_GP2_ArazzoVQuello che abbiamo realizzato a San Giovanni dei Fiorentini, le migliaia di preghiere scritte, i lumini lasciati ai piedi di Gesù, le lacrime raccolte nelle centinaia di confessioni sacramentali amministrate, sono solo e semplicemente il segno visibile di uno spirituale abbandono nelle mani di Dio. Abbiamo semplicemente messo in atto il cuore della vita di Giovanni Paolo II: la preghiera viva e feconda. Abbiamo trascorso l’intera notte svegli, senza cedere al sonno che avanzava, sostenuti dalla forza della preghiera. Qualche ragazzo della nostra Comunità, scherzando notava che era la sua prima notte che trascorreva interamente sveglio senza ricorrere all’uso delle sostanze stupefacenti! Forza del cuore che riposa nel cuore di Dio!!!

Guardando le vie ricolme di persone, alle prime luci dell’alba ci chiedevamo quale uomo avesse mai potuto smuovere così tante forze, da tutto il mondo. Veramente Beato sei Giovanni Paolo! Grazie per la tua vita, offerta silenziosamente e totalmente. Ti vogliamo bene! Tu hai già raggiunto la meta della vita, che è la Santità. Continua a sostenerci. Da quella finestra nel Cielo vorremmo anche noi un giorno affacciarci.