In alto i nostri scudi! Tra ICI e volti di Gesù

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volto_sacroTra le tante emozioni che la S.Messa mi dà da vivere ce n'è una tutta particolare, in cui mi immedesimo ogni giorno con tutto me stesso. È all'inizio del prefazio, la preghiera che precede il canto del Santo. Il celebrante proclama: "Il Signore sia con voi!". E il popolo risponde: "E con il tuo spirito". Il primo prosegue: "In alto i nostri cuori!". La risposta è: "Sono rivolti al Signore!".

In quell'invito a gettare i nostri cuori verso il Cielo mi prende costantemente un brivido, perché realizzo che la nostra dimora è l'eternità, da cui proveniamo e verso cui siamo incamminati. I nostri cuori vivono i loro battiti più liberi e slegati solo quando risiedono in Colui che è la pace e la fonte di ogni bene.

In questi giorni, tuttavia, di pace abbiamo rischiato di viverne ben poca: di attacchi verso la Chiesa ce ne sono stati a non finire, con scorrettezze e pecche di informazione di ogni genere. Mi vien da pensare che i cristiani in queste settimane, più che alzare i cuori, hanno alzato gli scudi. Due tra gli schiaffi più recenti: da una parte la speculazione e le diffamazioni sulla questione ICI (o IMU che dir si voglia), dall'altra lo spettacolo di Romeo Castellucci a Milano, giudicato blasfemo. All'interno della pièce teatrale, dedicata alla decadenza dell'essere umano, un volto sacro di Gesù viene invaso da liquami ed escrementi (in realtà, inchiostro); tale gesto da alcuni viene letto come il presupposto della caduta della dignità umana, come a dire che nel momento in cui si rifiuta Dio, crolla l'uomo. Da altri è colto invece come puro e gratuito atto di offesa e blasfemia. La questione è complessa e lo stesso autore è intervenuto ufficialmente a spiegare e dare la giusta collocazione alle sue scelte artistiche.

Se sul primo argomento si sono sentite castronerie di ogni tipo, per cui qualche politico è giunto ad affermare che "è giusto che il Vaticano paghi le tasse", il che è come dire che la Repubblica di San Marino paghi le tasse allo stato italiano, oppure l'Austria, dato che è confinante con noi. Facciamo le giuste distinzioni e diamo a Cesare quel che è di Cesare, perché è giusto che sia così, e a Dio quel che è di Dio. Capiamo che Chiesa in Italia non equivale a Vaticano. Soprattutto, come Chiesa, cogliamo l'occasione per compiere scelte profetiche, che ci aiutino a razzolare come predichiamo!

Sul secondo argomento invece rimango estremamente perplesso. Non tanto sul gesto incriminato: un buon modo di farsi pubblicità gratis, tutt'al più. Rimango perplesso sulla modalità di presa di posizione del mondo cattolico. Nel caso "tasse", nel giro di poco sono uscite dichiarazioni ufficiali, resoconti economici, apologetiche con numeri a seguito, dissertazioni sul ruolo sussidiario della Chiesa in Italia, e via dicendo. Nel secondo, si sono mossi prima i gruppi più conservatori e il popolo, tramite internet e la carta stampata di nicchia, poi il resto del mondo cattolico. Il problema, semmai, è che in tal caso molti stanno parlando dando giudizi come fossero verità rivelate senza aver visto niente dello spettacolo incriminato o essersi adeguatamente informati. Sicuramente non un gran servizio reso alla verità. Ritornando alla mia perplessità, perché se ad essere attaccata è la Chiesa le acque si agitano in un certo modo, mentre se ad essere sfigurato è il volto di Cristo le reazioni sono diverse?

Ho tante domande e poche risposte, lo ammetto.

È pur vero che credo che Dio soffra ben di più per le anime perse che restano indifferenti, piuttosto che per la stravagante genialata di deturpare la riproduzione di un'opera d'arte raffigurante il volto di Gesù. Ricordate la statua di Maria distrutta a Roma qualche mese fa durante gli scontri ad opera dei Black Bloc? Secondo voi la nostra dolce Madre si duole di più per quel gesso calpestato a terra o per i cuori devastati dalla rabbia di tanti suoi figli?

Perché si sono moltiplicate le Messe di riparazione per l'oltraggio ad una statua e molte meno intercessioni per i bimbi che ogni giorno vengono uccisi nel grembo delle loro madri?

C'è qualcosa che non va...

Colgo una strana coincidenza temporale: ad ottobre Papa Benedetto indìce l'anno della fede. Nei mesi successivi, partono gli attacchi e la successiva difesa, pur se talvolta un po' scomposta. Ringraziamo Dio che abbiamo un Papa anziano, perché gli anziani sono lungimiranti! Aveva già colto da tempo infatti che il grande problema del cristianesimo oggi tocca proprio la questione della fede! Chi è al primo posto nella mia vita? L'umano? O Dio? La preghiera del cuore o l'attivismo magari pur a servizio della Chiesa?

contemplazioneCredo che oggi sia quanto mai urgente dar seguito ad un nuovo capitolo della vita contemplativa del cristianesimo: una nuova generazione di cristiani che mettano al centro l'uomo e al primo posto Dio, così da recuperare quel modello originario di essere umano e di società cristiana da Dio voluto e desiderato fin dall'eternità. Se si hanno chiari i principi di fondo, ogni singola scelta è più lineare e difficilmente ci si troverà in imbarazzo o, peggio ancora, nell'indifferenza.

Uno sguardo contemplativo è in grado di andare oltre la superficie delle cose, oltre i qualunquismi e le opportunità, per cogliere il cuore delle questioni; uno sguardo contemplativo non si lascia turbare e conserva la convinzione estrema e incrollabile che "Dio è amore" e che "tutto concorre al bene" e che Lui "ha già vinto il mondo!".

Indigniamoci anche noi, ne abbiamo il diritto! Ma facciamolo perché ad essere deturpate, sfigurate e deformate non sono tanto la posizione della Chiesa in relazione allo Stato e ai suoi doveri di soggetto giuridico, non tanto l'icona di Gesù e ciò che essa rappresenta, quanto la possibilità di testimoniare con il nostro volto, le nostre azioni, le nostre scelte, le nostre vite, che il Cielo esiste, già su questa terra, ed è meraviglioso viverci dentro!!!

Se, mentre dormiamo, ci vien tolta la possibilità di condividere la splendida ed unica scoperta dell'amore di Dio, perché dunque vivere nel mondo? Meglio isolarsi in cima ad un monte...

Continuano a tornarmi in mente le parole di Giovanni Paolo II a Tor Vergata, durante la GMG del 2000: "Se sarete ciò che DOVETE essere, metterete fuoco nel mondo intero".

E com'è che questo fuoco ancora non brucia?