| 26 Dicembre 2011
Qualche anno fa don Giovanni D'Ercole, non ancora Vescovo, diede una chiave di lettura del tutto nuova del Prologo di Giovanni. Per calarci in questo Natale sono partito daquanto ricordo di quella omelia attualizzandola e guardando al bambino del presepe che ha scelto di farsi via per noi. Ogni qual volta sentivo proclamare il prologo di Giovanni andavo in crisi perché non comprendevo il significato della parola “Verbo”, pensavo al verbo essere, avere, quelli che sapevo declinare e avevo studiato in grammatica. La parola “Logos” potremo sintetizzarla con “Ragione del vivere o pienezza del vivere”, ovvero “Senso esistenziale”. Proviamo allora a leggere con questa concezione il prologo di Giovanni… “In principio era il Senso, il Senso era presso Dio e il Senso era Dio”.
Pensando a Dio, infinitamente superiore ad ogni nostro pensiero, oltre ogni nostra possibile catalogazione… ciò che più mi stupisce è che Dio ha scelto di farsi uomo e si presenta a noi bambino, indifeso, piccolo, fragile! Ma c’è di più: si presenta fin dal principio con le braccia aperte su tutte le sfumature di dolore che l’umanità può vivere: povero, perseguitato fin da bambino, non accolto… Svelandoci il “Senso” della vita si immerge in tutte le concrete difficoltà che anche noi oggi viviamo e ci mostra il modello della mitezza, dell’umiltà, della semplicità per far fronte alla crudezza della vita.
“La luce si è resa visibile alle tenebre, ma le tenebre non l'hanno vinta/sopraffatta/inghiottita”. Dio incarnandosi si rende in qualche modo “vulnerabile” perché visibile alle tenebre… ma Giovanni conclude che “le tenebre non l’hanno inghiottita” riferendosi a Gesù-Luce. Gesù indica il demonio come “principe di questo mondo” e forse mai come oggi sembra che le tenebre siano molto forti e presenti. Ascoltando i telegiornali resta un’inquietudine di fondo, si percepisce un grande smarrimento a livello globale. La presenza di Maria a Medugorje in questi 28 anni ci ammonisce nel mettere Dio al primo posto e nel non farci sedurre dal satana, ma soprattutto ci parla del “trionfo del Cuore Immacolato”, come a dirci che se da una parte le tenebre sono presenti e forti, dall’altra però Dio ha già vinto…
Oggi abbiamo smarrito il Senso della Vita, la Luce vera, abbiamo ucciso Dio senso della vita che è all’origine del tutto, ma Dio per Amore si è incarnato esponendosi alle tenebre, rendendosi visibile ad esse, ma le tenebre non l’hanno inghiottito. La sua gente non ha riconosciuto il Senso originario, Dio, nell’uomo Gesù. Anche noi possiamo rischiare di non accoglierLo di nuovo… Ma a quanti lo accolgono come vero Dio e vero uomo, come Senso della vita e del vivere, come Luce, ha dato il potere di diventare figli di Dio rinascendo dall’alto!




