In questo cammino ci accompagnerà anche l’arte non come espressione estetica, ma come via concreta di preghiera.
Segni, immagini, silenzi e gesti diventano strumenti per entrare più in profondità nell’incontro: con Dio, con noi stessi, con ciò che abita il nostro cuore. L’arte, qui, è uno spazio dove non serve spiegare tutto: basta lasciarsi toccare, aprire, trasformare.
Perché l’arte vera non nasce dalla tecnica, ma dall’ascolto. E chi entra nel silenzio scopre di essere, a sua volta, opera e strumento nelle mani di un Altro.
È così che incontriamo Colui che è l’Artista per eccellenza: Dio, che plasma, attende, corregge, illumina. Non impone ma crea, con pazienza, dentro di noi.
Non si tratta di fare qualcosa di bello. Si tratta di lasciare che Dio faccia qualcosa di vero.



